Rapporto sulla Terza Conferenza Biennale ACIS, Treviso 2005
Alla fine di giugno 2005 un folto contingente di australiani è arrivato a Treviso per la Terza Conferenza Biennale del Centro Australasiatico di Studi di Italianistica (ACIS). Per ospitare la conferenza, la Cassamarca ha generosamente messo a disposizione il suo sofisticato centro convegni di Casa dei Carraresi e il Palazzo dell’Umanesimo Latino, entrambi splendidi edifici restaurati dalla Fondazione. Nella Casa dei Carraresi, che è situata dietro la sede centrale della Fondazione in Ca’ Spineda, si può ammirare il felice connubio tra l’elegante arredamento moderno dei suoi interni, con la tecnologia avanzatissima delle sue attrezzature, e l’affascinante struttura tardomedievale del palazzo, che il restauro ha restituito agli antichi splendori.
Treviso stessa si è dimostrata sede ideale per un convegno. La compattezza del suo centro – le cui belle piazze e i cui pittoreschi cortili ospitano in gran numero bar e trattorie di ottima qualità – ha fatto sì che la maggior parte dei partecipanti potesse recarsi a piedi dai propri alloggi ai locali in cui la conferenza aveva luogo.
E malgrado i timori iniziali del comitato organizzatore riguardo al numero di ricercatori e studenti in grado di superare la grande distanza che separa Treviso dalla regione australasiatica, la partecipazione alla conferenza è stata particolarmente nutrita, anche da parte di studenti post-laurea. Sono intervenuti studiosi non solo dall’Australia e da varie parti d’Italia, ma anche dalla Nuova Zelanda, dal Canada, dal Messico, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Germania, dalla Svizzera e dalla Francia: molti per presentare contributi, alcuni semplicemente per ascoltare le relazioni di altri.
Tema del convegno era L’Italia globale: le altre Italie e l’Italia globale, un tema che riusciva a coprire la vasta gamma di interessi di ricerca che va sotto il nome generale di studi di Italianistica, coniugandola alla missione della Fondazione Cassamarca di mantenere la cultura italiana viva nel mondo. In totale sono stati presentati quasi novanta interventi, su argomenti molto vari, quali ad esempio Dante, la cultura australiana in Italia e gli studi sull’emigrazione. Per poter dare spazio a tutti i contributi si sono tenute tre sessioni parallele, organizzate secondo i temi di ricerca. Ne sono scaturiti effetti a volte inaspettati e divertenti, come quando una sessione sugli aspetti della cultura medievale e della prima età moderna è stata allietata, in sottofondo, dalla dolce voce di Kylie Minogue, le cui canzoni venivano fatte ascoltare in una sala vicina durante una presentazione sulla musica australiana in Italia, nell’ambito di una sessione parallela.
Sono stati invitati tre oratori di spicco, in rappresentanza di tre particolari aree di ricerca: la letteratura italiana, la sociolinguistica e l’economia italiana contemporanea. Il Professor Joe Farrell, del dipartimento di Studi di italianistica dell’Univeristà di Strathclyde, in Scozia, ha presentato un intervento molto brillante sul ruolo dell’attore nella tradizione teatrale italiana, e sul suo impatto sul ruolo del drammaturgo. La Dott.ssa Ada Valentini, ricercatrice in Glottologia e Linguistica presso l’Università di Bergamo, ha offerto un contributo di grande interesse generale sulle comunità di emigrati in Italia e l’uso della lingua. Il Professor Ferruccio Bresolin, trevigiano e vecchia conoscenza di molti membri dell’ACIS a causa dei suoi viaggi in Australia, ha parlato della posizione dell’economia italiana nel mercato globale. Le tre presentazioni hanno tutte dato luogo a vivaci discussioni nel periodo di tempo destinato alle domande del pubblico, spesso spingendo studiosi di aree completamente diverse ad offrire punti di vista alternativi sull’argomento in esame. Ed è proprio una serie di vibranti scambi di idee di questo tipo che gli organizzatori di una conferenza interdisciplinare come questa sperano di stimolare.
Il primo giorno della conferenza è stato anche il più formale. La mattina, com’era da aspettarsi, gli organizzatori hanno dato il benvenuto ai partecipanti, ma l’inaugurazione ufficiale vera e propria si è svolta nel pomeriggio, in presenza sia del presidente della Fondazione Cassamarca, il Dr Dino De Poli, che dell’Ambasciatore d’Australia in Italia, SE il Sig. Peter Woolcott. Il Dr De Poli è stato invitato ad aprire ufficialmente il convegno, e il Sig. Woolcott ha accettato l’invito a presiedere la breve cerimonia del lancio dei libri. A queste due personalità si è unito anche il Prof. Alan Robson, Vice Chancellor dell’Università del Western Australia (da cui viene amministrato l’ACIS), che è intervenuto in segno di rispetto e riconoscimento nei confronti della straordinaria opera svolta dalla Fondazione a sostegno degli studi di Italianistica in Australia. Il vedere il Vice Chancellor di un ateneo australiano offrire pubblicamente il suo appoggio personale agli studi di Italianistica, prima con un discorso inaugurale, e poi partecipando attivamente a molte sessioni del convegno stesso, è stato motivo di grande soddisfazione. La presenza del Dr De Poli, del Sig. Woolcott e del Prof. Robson ha contribuito a conferire grande dignità all’occasione.
Per coloro che già conoscevano il Dr De Poli, il suo discorso è stato una conferma della sua lungimiranza. Il Presidente della Cassamarca ha illustrato alcune delle numerose attività della Fondazione ed ha concluso esprimendo il desiderio che l’ACIS organizzi una manifestazione su “Europa e Australia”, da tenersi magari a Melbourne: l’idea è estremamente interessante e verrà seriamente presa in considerazione dall’ACIS.
Dopo l’inaugurazione ufficiale i partecipanti si sono tutti radunati nell’ingresso della Ca’ dei Carraresi, e lì, mentre veniva servito un rinfresco, l’ambasciatore australiano ha parlato brevemente dell’importanza dei legami tra l’Italia e l’Australia, per poi leggere ad alta voce i titoli dei libri inclusi nel lancio, molti dei quali erano esposti. [Una lista di questi libri è stata allegata.] La cerimonia del lancio dei libri ha offerto l’opportunità di mettere in mostra in modo assai tangibile i risultati dell’investimento della Cassamarca, dal momento che molti degli autori erano lettori Cassamarca o membri del comitato dell’ACIS.
La sera del giorno seguente si è svolta la cena della conferenza, e il Professor Richard Bosworth, autore, tra l’altro, di un’eccellente biografia di Mussolini, ha divertito i convenuti con le sue argute riflessioni sulla conferenza e sulle attività di ricerca nel campo dell’italianistica. In riconoscimento del loro prezioso contributo, ai tre oratori ospiti e alla Fondazione Cassamarca sono stati donati dei libri. Siamo infinitamente grati alla Fondazione Cassamarca non soltanto per i locali e le strutture messe a disposizione, ma anche per l’efficiente assistenza tecnica e per l’attenzione riservata a quell’ingrediente che è essenziale alla riuscita di un qualsiasi convegno: il catering.
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